FACCIO IO!

Dal lievito madre al pane fatto in casa: ecco come

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Per trattare il tema del pane fatto in casa bisogna fare prima un passo indietro.
Partiamo, infatti, dal lievito madre. Quello che ho io ha diversi anni. Me lo ha dato un panettiere in occasione di un evento pubblico e, per fortuna, ancora resiste. Devo dire che l’ho trattato con i guanti e che, ogni volta che mi sono dovuta allontanare, l’ho lasciato a mia mamma che lo ha custodito e accudito.

Quello che vedete in questa foto è proprio il mio lievito. Il lievito che genera il pane fatto in casa! Di solito, quando non devo panificare, ne rinfresco circa 70 grammi una volta la settimana. Ovviamente se devo preparare il pane faccio almeno un paio di rinfreschi prima di mettermi in moto. Procedo così: prendo il cuore del lievito madre, lo peso e metto altrettanta farina e la metà di acqua. Un esempio pratico? Eccolo qui! 70 grammi di lievito, 70 grammi di farina e 35 ml di acqua. Impasto il tutto e metto nel barattolo. Lo faccio crescere un po’ e poi, se non mi serve, lo metto in frigo, altrimenti procedo con un nuovo rinfresco.

Lievito madre
Il lievito madre rinfrescato


Dal lievito al pane

Dopo che il lievito è stato rinfrescato un paio di volte inizia la panificazione. Ovviamente io non sono una panettiera. Ciò che scrivo è solo il frutto della mia semplice esperienza personale ma ne esce, comunque, un ottimo pane. Come prima cosa mi accerto di avere nella dispensa una farina di buona/ottima qualità. Io uso la Petra 1. Se non ce l’ho a disposizione vado ad acquistare una farina di tipo 2 o integrale da Natura Sì. La farina integrale la taglio sempre insieme a un’altra farina più raffinata. Mi è capitato anche di unire tre farine diverse. La dose totale che metto nella ciotola è sempre la stessa: 500 grammi. Aggiungo circa 320/330 gr di acqua e il lievito madre, variando a seconda di quanto tempo ho per la lievitazione, da 80 a 130 grammi. Aggiungo un po’ di sale, un cucchiaino di miele o malto e impasto tutto. Se sono a casa, e ho tempo a disposizione, dopo circa 1 ora inizio a fare le “pieghe”: tre ogni 30′. Se non avete idea di come si faccia basta cercare su youtube per trovare la soluzione. A questo punto lascio lievitare fino al raddoppio per poi dare al pane la forma che merita. Prediligo la forma allungata, tipo pane di Heidi come dico io, ma spesso ho anche dato vita a pagnottine rotonde come quella che vedete in queste immagini.

Pane non cotto


Dopo la prima lievitazione l’impasto non avrà una forma definita ma assumerà quella della ciotola in cui è contenuto. Va preso molto delicatamente e posizionato su un foglio di carta forno. In genere metto un po’ di farina sotto e un’altra spolverata, specie tra i tagli, nella parte superiore. Quello che vedete è l’aspetto del mio pane dopo la seconda lievitazione.

Pane cotto

I tagli
Passaggio fondamentale! Faccio sempre molta attenzione ai tagli. A mio avviso vanno fatti con cura perchè saranno loro a determinare l’aspetto finale della pagnotta.

Gran finale

Insomma? Che ne dite? Secondo me vale la pena provare. Non è difficile. Se non avete il lievito madre provate a cercare sul vostro territorio degli “spacciatori”, ebbene sì così sono chiamati, di lievito madre. Oppure potete chiedere al vostro forno di fiducia. Come primo tentativo potete anche utilizzare un lievito secco. Quando ho fretta o devo panificare all’improvviso io faccio così. Il sapore del pane fatto in casa con il lievito madre però, sappiatelo, è insuperabile.

Se volete leggere il testo precedente sul pane, ecco il link:

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