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MANI IN PASTA. Il primo pane

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Questo è il pane descritto nel post

Acqua, farina, lievito madre. Un po’ di sale, l’aggiunta di qualche ingrediente prelibato e il gioco è fatto: signori e signore ecco a voi il pane. Anzi, il mio pane. Le tendenze culinarie portano all’utilizzo o, comunque alla ricerca, di un alimento di qualità. E cosi, quando si va al forno o al supermercato, si fa sempre più attenzione a cosa si acquista. Volendo fare tutto da soli non è poi così difficile ottenere un prodotto già decente. Il primo passo è quello di reperire del buon lievito madre oppure, avendo una certa dose di pazienza, produrlo da zero. Bastano acqua e farina e tanta passione. Io ho preferito farmi donare il lievito madre dalla mia amica Angela Mariotti, che produce farine senatore Cappelli, e poi procedere da sola con il pane. Generalmente utilizzo questo procedimento: impasto 500 grammi di farina con 310 ml di acqua, insieme a circa 100 grammi di lievito madre. Aggiungo un po’ di sale e un cucchiaio di olio di oliva. Metto quindi a lievitare dopo aver unto una ciotola capiente (quella che mia nonna chiamava “superina”, non se si tratti di un termine veneto oppure se sia una sua invenzione…), faccio le pieghe ogni 30′ e quindi pane a lievitare di nuovo, fino al raddoppio. Quando mi rendo conto che l’impasto è pronto, regalo una bella forma al mio pane, spolvero e faccio dei tagli sopra per dargli un disegno. Nuova lievitazione e poi in forno. Nei primi 15 minuti lo mando a circa 220-230 gradi, poi nei successivi 45 minuti abbasso a 180 gradi. A questo punto la nostra pagnottina “base” è pronta. Spesso metto il germe di grano mescolandolo con la farina nella fase iniziale. Per quanto riguarda invece la tipologia di farina, uso dalla 1 all’integrale, oppure quella di farro. Mai la 00.

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